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giorgio borrione
“Per me vivere in Valle Cervo, fare i cappelli
e avere un nome che inizia con GB non sono coincidenze,
ma segni tangibili di sincronicità!”
firma 1
BORRIONE, Italian Hatmakers

Nella stessa Valle Cervo di Gio Batta Bonessio e sin da quando Attilio Borrione, padre di Giorgio, aveva diciotto anni campeggiava sulla sua testa il famoso A's tuca nen (“non si tocca” in dialetto piemontese) che vide, sentì e visse la vita stessa di Attilio. Quel cappello quando non era sul suo capo stava sopra un armadio e nessuno poteva toccarlo, specialmente quando Attilio andò in guerra: era oggetto di una speciale considerazione, non semplicemente un cappello della migliore fattura della Valle, ma molto di più e la famiglia lo considerava un'estensione quasi sacra del suo proprietario. Nel 1913 Attilio divenne produttore di macchine per fabbricare cappelli e nel 1953 nacque suo figlio Giorgio.

Giorgio Borrione, che da bambino aveva visto quel A's tuca nen ed era cresciuto tra le macchine di papà, da grande approdò al cappellificio Cervo rivestendo ruoli decisionali. Nel 2013, esattamente un secolo dopo l'inizio dell'attività paterna, diede vita al brand Borrione.
Destino vuole che nella stessa Valle, nella stessa stanza di Gio Batta Bonessio, il cappello abbia ancora una volta felicemente incontrato le iniziali “GB”.
Oggi il sogno nutrito da Giorgio, nel frattempo diventato padre, si è realizzato coinvolgendo in questa attività meravigliosa anche i suoi tre figli Veronica, Attilio e Benedetta.